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Eccomi qui, a raccontare al “mondo” questo ragazzo col suo bagaglio di sogni. Sono sogni semplici come margherite, ma hanno la forza di una volontà che va oltre ogni limite. Non è facile avere dei sogni, sapete? Soprattutto per quella faccenda della fiducia. Fiducia in se stessi e nel mondo, per non parlare della determinazione. Ma forse, l’ingrediente segreto è la nostra fantasia. Il suo formicolare stimolante fa andare avanti il mondo. È la speranza. Qualcuno diceva che l’unica cosa che ci è data di fare per sopravvivere è coltivare le illusioni. Il ricordo, diceva, è il nostro ultimo rifugio. Un nascondiglio.
Noi tutti abbiamo cercato di lasciare un segno: ognuno a suo modo. Nella vita di un’amante, sui muri di una strada, nell’arte, nel tempo: l’illusione di sopravvivere a noi stessi è stata una delle chimere più inseguite, sognate. Il tempo avanza, ma certi sogni restano sempre gli stessi. Il sogno di questo ragazzo non è molto diverso da quello dell’ uomo preistorico che fermava sulla pietra le immagini della sua vita. Gli strumenti sono cambiati ma il contenuto è lo stesso: il ricordo. Lasciare un segno del proprio passaggio non è soltanto il sogno di questo ragazzo, è il suo messaggio. Non abbiate paura dei sogni, un sogno realizzato rende più vivo il ricordo di noi stessi.