Barcellona

BarcellonaQuesto weekend (20/22 Marzo 2009) sono stato a Barcellona con i miei amici-colleghi, mi sono divertito molto. La trasferta è cominciata subito con uno di quest’ultimi che ha cercato di suicidarsi cadendo di schiena da due metri e mezzo contro lo spigolo del marciapiede. Fortunatamente è andato tutto bene.

A parte questo evento a due ore dall’arrivo nella metropoli marittima, sabato ho mangiato talmente tanto, ma talmente tanto, che poi la sera non ho manco cenato! Tutta la ciurma era nauseata dall’aglio e dal fritto ingerito 5 ore prima.

Nel complesso una esperienza divertente e pur essendomi alzato alle 8.00 tutte e due le mattine sono anche riuscito a riposarmi e a deconcentrarmi dal tran tran quotidiano.

Fra due settimane Stockholm!

BICI

L’avventura della ristrutturazione della bici incomincia nel lontano settembre 2008, quando, dopo 4 mesi di continuo vedere il mezzo in questione legato ad un palo decido di guardarlo meglio! La bici  è ormai in condizioni pietose: ha le manopole sciolte dal sole e dall’acqua; ha una pedivella con il filetto strappato e come se non bastasse nessuna delle due leve del freno funziona!!!

Decido di rubarla (poi ho scoperto essere di un freelance che veniva nel nostro ufficio saltuariamente). Chiedo agli operai di un cantiere lì vicino di prestarmi un tronchese gigante e taglio il lucchetto come se fosse burro.

La porto a casa attraversando tutta Milano guidando il mio fidato scooter con una mano e la bicichetta con l’altra, forse un po’ pericoloso, ma l’operazione si svolge alle due del mattino… in giro non c’è nessuno!

Rimane ferma per altri due mesi e poi un bel giorno decido di ristrutturare il rottame conquistato. La smonto tutta e rimango con il telaio in mano, ma fa veramente schifo e decido di sverniciarlo con ciò che c’è di più chimico al mondo, ma girando tra i ciclisti ne trovo uno (La stazione delle biciclette) che vernicia a polvere i telai e decido di cambiare strada e far sabbiare il telaio per poterlo avere di un bel colore arancione acceso! Lo scheletro della bici viene trasportato in uno zaino invicta che mi tiene le mani libere per guidare lo scooter.

Osservazione: questa bici ha fatto più km in scooter che per strada!

to be continued…

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(P. Neruda)

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