Questo weekend ho praticamente finito i lavori sulla prima biciccletta ereditata dalla strada. Mi mancano solo due cosette: nastrare la curva del manubrio (di cui ho già preso il nastro marchiato Cinelli) e dei copertoni interamente neri (quelli attalmente montati hanno una linea rossa che secondo me stona un po’ con la linea della bici).
I lavori avevano subito una grande accellerata il weekend scorso, quando ho fatto visita a quelli della Stecca che con molta gentilezza mi hanno aiutato a capire quale catena dovevo montare e come tirarla correttamente.
Consiglio vivamente di fare visita alla associazione +BC se si hanno problemi al proprio mezzo a propulsione umana. Con calma e gentilezza gli indigeni del posto ti aiutano ad aggiustare ed a ricondizionare la tua bicicletta con pezzi di ricambio ricavati da biciclette rotte o dismesse.
È massima soddisfazione pedalare una bici che hai fatto nascere tu!
Ieri sera sono andato a ritirare il telaio portato a verniciare due settimane fa… bellissimo, ma mi hanno fatto notare come per me fosse impossibile montare movimento centrale e serie sterzo. Ma perchè manca sempre qualche attrezzatura per completare i lavori meccanici?!?! Domani mi vado a riprendere il telaio con l’intenzione che anche se ci dovessi mettere mille anni me lo finisco da solo!
NB sto cercando di recuperare info per andare alla Stecca dove l’associazione +BC organizza laboratori per la manutenzione della bici.
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Sabato 28 Marzo… la domanda è: “che cosa faccio?”. Preso da un dilemma amletico che dura 30 lunghissimi secondi, rubo un’altra bici (se un poliziotto mai leggerà il mio blog mi aspetto visite a casa a breve!). Io ho provato a comprarla, ma il cartello con la proposta di acquisto è rimasto sulla bici tre settimane e nessuno si è fatto vivo ed io gli ho scavallato la bici! Oviamente i lavori incominciano subito, tanto che la sera stessa vado a comprare anche degli attrezzi che penso mi potranno essere utili. Infatti la catena riesco a toglierla in un secondo… anche se… piccolo particolare la ruggine ha letteralmente incollato il manubrio! Come fare per “scollarlo”? Incomincio con le prove di base, una martellata qua e là, un po’ di WD40, un po’ di leve e ancora tante martellate e come ciliegina sulla torta ho scaldato la parte con una fiamma da 800 gradi che usavo per saldare quando facevo l’orafo… niente! La forza dell’amore tra la forcella e la pipa è ineguagliabile!!!
Ora il piano di battaglia è il seguente:
se non viene fuori BUTTO LA FORCELLA!!!!!!!!!
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L’avventura della ristrutturazione della bici incomincia nel lontano settembre 2008, quando, dopo 4 mesi di continuo vedere il mezzo in questione legato ad un palo decido di guardarlo meglio! La bici è ormai in condizioni pietose: ha le manopole sciolte dal sole e dall’acqua; ha una pedivella con il filetto strappato e come se non bastasse nessuna delle due leve del freno funziona!!!
Decido di rubarla (poi ho scoperto essere di un freelance che veniva nel nostro ufficio saltuariamente). Chiedo agli operai di un cantiere lì vicino di prestarmi un tronchese gigante e taglio il lucchetto come se fosse burro.
La porto a casa attraversando tutta Milano guidando il mio fidato scooter con una mano e la bicichetta con l’altra, forse un po’ pericoloso, ma l’operazione si svolge alle due del mattino… in giro non c’è nessuno!
Rimane ferma per altri due mesi e poi un bel giorno decido di ristrutturare il rottame conquistato. La smonto tutta e rimango con il telaio in mano, ma fa veramente schifo e decido di sverniciarlo con ciò che c’è di più chimico al mondo, ma girando tra i ciclisti ne trovo uno (La stazione delle biciclette) che vernicia a polvere i telai e decido di cambiare strada e far sabbiare il telaio per poterlo avere di un bel colore arancione acceso! Lo scheletro della bici viene trasportato in uno zaino invicta che mi tiene le mani libere per guidare lo scooter.
Osservazione: questa bici ha fatto più km in scooter che per strada!
to be continued…
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